
Quello che ci aspetta è indubbiamente un Natale fuori dagli schemi, su questo siamo tutti d’accordo. Ma come dico sempre, “dinanzi al problema sii parte della soluzione”, quindi stop alle lamentele e rimbocchiamoci le maniche! Oramai siamo quasi abituati a mettere in gioco tutto l’atteggiamento resiliente di cui siamo capaci e di cui forse conoscevamo solo una piccola percentuale fino a qualche mese fa, non è facile ma sicuramente ci è utile.
Come già scrissi ai tempi del primo lockdown, parlare di “Sindrome della Capanna” mi fa sempre un po’ storcere il naso, la tendenza a patologizzare tutto rende molto sterile il pensiero. Introdussi allora il concetto di Hygge a me da sempre molto caro, per offrire in modo anche un po’ provocatorio, una visione differente di quella che era la realtà che tutti noi stavamo vivendo.
Che vuol dire questa strana parola? Nel vecchio articolo del blog c’è una breve panoramica, basta cliccare qui per dargli uno sguardo!

Ora alle soglie di queste nuove festività, casa è nuovamente per necessità il luogo in cui vivere e trascorrere il nostro prezioso tempo. In questi mesi abbiamo imparato a trasformare le nostre più care abitudini nella loro versione digitale: smartworking, DAD, FAD, infinite videocall, Netflix e così via.
Che il cambiamento sia in atto e di grande portata è fuori discussione. Tuttavia ora eccolo qui, il natale più domestico che ci sia!
Riusciremo a renderlo Hygge? Siamo nuovamente messi alla prova, forse non abbiamo mai smesso di esserlo nell’ultimo anno, ma l’adattamento creativo riuscirà anche questa volta ad avere la meglio, per farci scoprire quante risorse e quante potenzialità abbiamo in noi.
Il mio augurio per queste festività è dunque il cercare ogni giorno di rendere speciale il nostro tempo, concedendoci un qualcosa di piacevole tra le mura domestiche ed in condivisione con i propri cari ed i propri affetti, per ri-scoprirsi e ri-scoprire il piacere delle piccole cose e della semplicità che è sempre a portata di mano.
Un Hygge – Christmas a tutti voi!

