Chi Sono

Sono la dottoressa Iannucci Manuela, Psicologa Psicoterapeuta, regolarmente iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Abruzzo, n° identificativo 3044.


Mi appassiono sin da
gli anni dell’università alla comunicazione non verbale, dedicando entrambi gli elaborati di tesi, triennale e magistrale, all’utilizzo dei vari linguaggi a mediazione artistica all’interno del setting terapeutico. Il linguaggio del corpo diventa il settore a cui dedico i due anni immediatamente successivi alla conclusione del mio percorso universitario, formandomi nell’ambito della Bioenergetica Loweniana e della Mindfulness psicosomatica, conseguendo rispettivamente il titolo di Conduttore di Classi di Esercizi di Bioenergetica e di Operatore del Protocollo Mindfulness Psicosomatica. Parallelamente mi dedico alla Psicologia Scolastica e ai Disturbi del Neurosviluppo diventando Tutor DSA, conseguendo un Master sui Disturbi dell’Apprendimento e formandomi come Tecnico ABA. Negli anni successivi ho scelto di specializzarmi in Psicoterapia Cognitivo Comprtamentale e ho poi conseguito il titolo di Terapeuta EMDR livello 1.



Lavoro con adulti, adolescenti ed età evolutiva, in presenza nel mio studio di Pescara e online. Collaboro inoltre con istituzioni scolastiche e associazioni del territorio.

Nel mio modo di lavorare c’è spazio per la parola che verbalizza ma anche per il corpo con il suo linguaggio, attraverso cui sentiamo ed agiamo tutte le nostre emozioni. Corpo che spesso da estraneo nel setting di terapia diventa poi il nostro più fidato alleato.

Mi piace presentare il mio lavoro e la relazione terapeutica che ne è protagonista, con la metafora delle due montagne di Russ Harris, uno dei miei autori preferiti di cui riporto le testuali parole:

Sai che molte persone arrivano in terapia credendo che il terapeuta sia una sorta di essere illuminato, che ha risolto tutti i suoi problemi, e ha messo tutto a posto, ma in realtà non è così. È più come se tu stessi scalando la tua montagna là in fondo e io stessi scalando la mia montagna quaggiù. E da dove sono io, sulla mia montagna, posso vedere cose sulla tua montagna che tu non puoi vedere, come una valanga che sta per cadere, o un sentiero alternativo che puoi imboccare o che non stai utilizzando la tua piccozza in modo efficace. Ma ti prego di non credere che io abbia raggiunto la cima della mia montagna e mi sia seduto e rilassato, a prendermela con calma. Il fatto è che io sto ancora scalando, sto ancora facendo errori e sto ancora imparando da questi. E alla fine, siamo tutti uguali. Siamo tutti scalando la nostra montagna fino al giorno in cui moriremo. Ma il bello è che tu puoi migliorare sempre più nello scalare e imparare sempre più ad apprezzare il viaggio. E questo è il lavoro che faremo qui, si lavora insieme siamo una squadra!