
Il termine assertività deriva dal latino asserere che possiamo tradurre con asserire, ovvero affermare un qualcosa con convinzione.
La persona assertiva è infatti colei che si esprime in modo efficace ed autentico e più nello specifico sa:
- Ascoltare e chiedere chiarimenti
- Assumersi la responsabilità di quanto detto o fatto
- Accettare le critiche costruttive rifiutando quelle svalutanti o manipolative
- Rifiutare di fare ciò che non desidera
- Perseguire coerentemente i propri obiettivi
- Entrare in contatto con le proprie emozioni, positive e negative
Il concetto di assertività è dunque ampiamente legato a quello di responsabilità dell’azione, perché è il soggetto in prima persona a decidere cosa fare e cosa non fare, in funzione del rispetto di sé e dell’altro.
Essere assertivi è inoltre strettamente connesso all’avere un comportamento efficace ed adeguato al raggiungimento dei propri obiettivi, consentendo di affermare se stessi nel rispetto l’altro: rappresenta perciò il giusto compromesso tra i due poli opposti dell’aggressività e della passività.
Abbiamo 3 principali stili di comportamento:
- Stile passivo: in cui si antepongono i bisogni degli altri ai propri
- Stile aggressivo: in cui si antepongono i propri bisogni a quelli altrui
- Stile assertivo: in cui si equilibrano i propri e gli altrui bisogni e si agisce secondo le priorità che emergono.
L’assertività può essere quindi descritta lungo un continuum comportamentale che va dalla passività all’aggressività, entrambi estremi indicati come negativi e disfunzionali e che rappresentano l’assenza di assertività: è nel mezzo ed in equilibrio tra i due poli contrastanti che troviamo l’assertività, comportamento sociale ed efficace per eccellenza.
La persona assertiva è colei che riesce ad avere un atteggiamento positivo verso di sé e verso l’altro e che riesce a riconoscere e ad esprimere i suoi bisogni nel rispetto di quelli altrui.
È proprio sul concetto di bisogni che è importante soffermarsi, perché comportarsi in modo assertivo vuol dire bilanciare i bisogni degli altri con i propri, in funzione dei propri e degli altrui diritti.
Lo psicologo americano Manuel Smith nel 1975 scrisse un decalogo dei diritti assertivi:
E tu, quanto ti senti assertivo?
