4 PASSI PER COMUNICARE CON EMPATIA

Marshall Rosenberg e la Comunicazione Non Violenta

  1. DESCRIVERE CIÒ CHE NOI OSSERVIAMO
    Mescolare la nostra valutazione con quello che osserviamo provoca spesso un’interpretazione sbagliata ed una reazione di difesa.

  1. DESCRIVERE CIÒ CHE NOI PROVIAMO
    Ciò che noi proviamo è l’espressione dei nostri bisogni, nel senso che ci dice se ciò che ci succede è quello che vogliamo. Quando siamo lontani dai nostri sentimenti siamo lontani dai nostri bisogni.

  2. DESCRIVERE CIÒ A CUI NOI ATTRIBUIAMO VALORE
    I nostri sentimenti non risultano tanto dalle nostre osservazioni ma quanto dalle nostre reazioni a queste osservazioni. É importante quindi riuscire a descrivere i valori che contribuiscono a creare ciò che noi sentiamo.
    i miei sentimenti non sono creati da ciò che gli altri dicono o fanno ma dalla mia interpretazione di ciò che dicono o fanno

  3. DESCRIVERE CIÒ CHE A NOI PIACEREBBE RICEVERE DALL’ALTRO
    Quando le mie richieste sono espresse chiaramente, ho più probabilità di ottenere ciò che desidero di quando le mie richieste sono, invece, sommerse nelle spiegazioni e sono vaghe astrazioni delle azioni che vorrei veder compiere.

    un linguaggio d’azione in forma affermativa aumenta la possibilità che la nostra richiesta sia soddisfatta: es. “desidero che tu riporti i tuoi libri in biblioteca questo pomeriggio”


    Questo tipo di comunicazione empatica implica che diventiamo anche capaci di ricevere dagli altri le loro relative quattro informazioni:

  • ciò che osservano

  • ciò che provano a proposito di ciò che osservano

  • i valori ed i bisogni che contribuiscono a far nascere i loro sentimenti

  • le loro richieste

     

Marshall B. Rosenberg – Comunicare con Empatia

La piramide dei bisogni di Maslow

In Motivazione e Personalità (1954) Maslow elaborò una classificazione gerarchica dei bisogni che devono essere soddisfatti per arrivare all’autorealizzazione, cioè al pieno riconoscimento e alla piena espressione delle capacità e delle potenzialità dell’individuo.
L’autore individua 5 diverse tipologie di bisogni:

1) Bisogni fisiologici di sopravvivenza (Physiological Needs):
questo primo livello riguarda la soddisfazione delle necessità biologiche di fame, sete, sonno, etc. senza le quali non è possibile pretendere che altri bisogni vengano presi in considerazione.

2) Bisogni di sicurezza (Safety Needs):
ogni individuo ha bisogno di sentirsi sicuro nel proprio ambiente, sia da un punto di vista fisico che psicologico (es. non essere ridicolizzati).

3) Bisogni sociali (Belongingness and Love Needs):
l’uomo è un animale sociale ed ha un profondo bisogno di rapporti interpersonali sani e soddisfacenti, che gli garantiscono l’appartenenza ad un gruppo, l’accettazione e la comprensione del proprio modo di essere, l’affetto ed il calore necessari.

4) Bisogni di stima (Esteem Needs):
riguardano il bisogno di essere produttivi, capaci e stimati per le proprie qualità

5) Bisogni di autorealizzazione (Self Actualization):
sono all’apice della piramide ed includono la progettualità, l’autorealizzazione, la ricerca e la spiritualità. Determinano nell’individuo una sensazione di pienezza, serenità e soddisfazione.

La teoria di Maslow consente di comprendere come molti tipi di comportamento siano guidati dalla necessità di soddisfare questi bisogni, ed inquadra il conflitto come conseguenza della mancata soddisfazione di un certo tipo di bisogni.

Nei rapporti interpersonali ad esempio il conflitto a volte è inevitabile, poiché nel confrontarci con il prossimo, può succedere che ognuno metta in gioco i propri desideri, i propri bisogni e le proprie aspettative, che non necessariamente concordano con quelle del prossimo. In una tale prospettiva imparare a comunicare con empatia  può essere una buona strategia di risoluzione del problema. Apri il link  per saperne di più!