LA GABBIA- Graphic Novel di Silvia Ziche

Un testamento emotivo, un percorso di libertà, un dolore che nel tempo si trasforma e dà i suoi frutti, generando creatività, consapevolezza e gratitudine. La gabbia è una di quelle storie che arriva dritta al cuore: una figlia costretta a fare i conti con tutto il peso del dolore emotivo che un rapporto madre-figlia disfunzionale ha generato negli anni e che si ritrova incompiuto dinanzi al lutto. Rielaborazione, consapevolezza, crescita e libertà: come ogni buon percorso di psicoterapia insegna. Graphic novel come queste sono l’eccellenza a mio avviso, appassionata di storie, arte e bellezza quale sono.
Perché la psicologia non è solo quella che si fa in seduta, un’ora settimana, non è solo il frutto di manualoni e protocolli da seguire alla lettera. In quanto esseri umani siamo fatti di emozioni, pensieri, comportamenti e conseguentemente relazioni, più o meno funzionali. Ogni storia ha in sé una potenziale capacità di insegnamento, per ognuno di noi, basta solo voler apprendere, basta solo voler ascoltare.
Come ogni Natale da un po’ di anni a questa parte, dopo aver fatto l’albero, scelgo il primo regalo da fare a me stessa, che 9 volte su 10 è un libro. Quest’anno la scelta è stata molto veloce, quasi istintiva: questa graphic novel mi ha letteralmente chiamata. L’ho divorata tutta d’un fiato, la risonanza emotiva è stata forte, l’arricchimento personale decisamente notevole…in fin dei conti si sa, mi nutro di storie.
Dunque libro consigliato? Decisamente sì ❤️

#Psicologia #Cinema #Musica e #Letteratura – “Beautiful Boy” il film

Beautiful boy è un film che ti tiene incollato allo schermo per tutta la sua durata, compresi i suoi titoli di coda con le ultime parole (autobiografiche?) del protagonista. È un film che parla di tossicodipendenza, che vuol dire impotenza dinanzi al devastante potere distruttivo delle droghe e di tutto ciò che l’abuso provoca.
Beautiful boy è un film che parla di dolore, di vuoto e di insoddisfazione. È un film in cui viene illustrato come a volte la fragilità degli animi più sensibili non trovando il giusto contenimento, sfoci nell’abuso di qualsiasi sostanza possa dare un’illusione di pienezza e compensazione.
Beautiful boy è la storia di una famiglia lacerata dal dolore e dal senso di colpa, di un padre che fino all’ultimo cerca in ogni modo di aiutare quel figlio che riesce sempre per troppo poco tempo a rimanere pulito. Verso la fine si parla del lutto nei confronti di chi nonostante sia ancora in vita è come se già non ci fosse più…ed è forse la parte più dolorosa, perché subentra la consapevolezza di essere giunti ad un punto di non ritorno e alla morte prima che della persona, della speranza.
Beautiful boy è un film che parla di autodistruzione, è un film che parla di una famiglia che nello straziante dolore cerca di capire, di correre in aiuto, di essere presente, di sopravvivere, nonostante tutto, fino alla fine…e di famiglie così ahimè non ce ne sono tante.
Beautiful boy è la storia di un padre e di un figlio che sembrano essere molto uniti e molto legati tra loro, ma l’apparenza troppo spesso inganna.
Beautiful boy è un film che ti fa ricordare di alcune storie e di alcune persone che nel tuo percorso sicuramente anche tu hai incontrato, perché la tossicodipendenza purtroppo è un fenomeno molto diffuso, nonostante spesso si voglia cercare di fare finta di niente.
Beautiful boy infine è anche un film con una colonna sonora pazzesca (ci sono tutti i miei artisti preferiti, sono di parte), è un film che parla al cuore e soprattutto è un film che ci mette in contatto con la parte di noi stessi più fragile ed umana, che spesso per paura mettiamo a tacere senza dargli troppa importanza.
Beautiful boy insomma è un film che non dimentichi e che tutti a mio avviso dovrebbero vedere prima o poi.
Io per il momento aspetto di leggere anche i due libri, scritti uno dal padre e uno dal figlio.

#Psicologia Cinema Musica e Letteratura – Gli Sdraiati

Gli Sdraiati di Michele Serra  parla con ironia e profonda sensibilità dell’incomunicabilità tra un padre ed un figlio adolescente. Due mondi paralleli, che non riescono ad incontrarsi perchè caratterizzati da abitudini di pensiero e di comportamento contrastanti. Una passeggiata in montagna come metafora del percorso di vita, con tutte le sue difficoltà ed i suoi ostacoli, le paure di un genitore ed il processo di consapevolezza e di fiducia, sono gli elementi che rendono questo romanzo una storia di crescita personale in cui ritrovare parti di sè e la serenità del naturale scorrere del tempo.