Marshall Rosenberg e la Comunicazione Non Violenta

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DESCRIVERE CIÒ CHE NOI OSSERVIAMO
Mescolare la nostra valutazione con quello che osserviamo provoca spesso un’interpretazione sbagliata ed una reazione di difesa.
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DESCRIVERE CIÒ CHE NOI PROVIAMO
Ciò che noi proviamo è l’espressione dei nostri bisogni, nel senso che ci dice se ciò che ci succede è quello che vogliamo. Quando siamo lontani dai nostri sentimenti siamo lontani dai nostri bisogni. -
DESCRIVERE CIÒ A CUI NOI ATTRIBUIAMO VALORE
I nostri sentimenti non risultano tanto dalle nostre osservazioni ma quanto dalle nostre reazioni a queste osservazioni. É importante quindi riuscire a descrivere i valori che contribuiscono a creare ciò che noi sentiamo.
→ i miei sentimenti non sono creati da ciò che gli altri dicono o fanno ma dalla mia interpretazione di ciò che dicono o fanno -
DESCRIVERE CIÒ CHE A NOI PIACEREBBE RICEVERE DALL’ALTRO
Quando le mie richieste sono espresse chiaramente, ho più probabilità di ottenere ciò che desidero di quando le mie richieste sono, invece, sommerse nelle spiegazioni e sono vaghe astrazioni delle azioni che vorrei veder compiere.→ un linguaggio d’azione in forma affermativa aumenta la possibilità che la nostra richiesta sia soddisfatta: es. “desidero che tu riporti i tuoi libri in biblioteca questo pomeriggio”
Questo tipo di comunicazione empatica implica che diventiamo anche capaci di ricevere dagli altri le loro relative quattro informazioni:
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ciò che osservano
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ciò che provano a proposito di ciò che osservano
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i valori ed i bisogni che contribuiscono a far nascere i loro sentimenti
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le loro richieste
Marshall B. Rosenberg – Comunicare con Empatia


