STOP AND BREATH: INCONTRI DI BIOENERGETICA E MINDFULNESS

STOP AND BREATH – CORPO, MENTE E CUORE PER RITROVARE L’ARMONIA

“NOI SIAMO IL NOSTRO CORPO, PIÙ SIAMO IN CONTATTO CON QUESTO PIÙ SIAMO IN CONTATTO CON NOI STESSI”

Alexander Lowen

Quando nel corpo si somatizzano rigidità e tensioni croniche il livello di energia e di vitalità dell’organismo tende a diminuire, andando ad alimentare un circolo vizioso che porta alle classiche reazioni da stress, che tutti conosciamo bene.

“Stop and Breath – Corpo Mente e Cuore per ritrovare l’armonia” è un percorso in cui il vero protagonista è il corpo, mezzo di espressione per eccellenza del proprio benessere psicofisico.

Sulla base degli insegnamenti della Bioenergetica e della Mindfulness gli incontri verteranno su una pratica a mediazione corporea semplice ed armoniosa, che ha come scopi quelli di:

  • prevenire stress ed ansia
  • aumentare lo stato di vitalità corporea
  • acquisire maggiore consapevolezza del proprio vissuto emotivo
  • promuovere uno stato di benessere. 

OBIETTIVI

Attraverso degli esercizi che derivano dalla pratica della bioenergetica e della mindfulness si andrà a lavorare sullo scioglimento delle tensioni muscolari, sulla pratica della respirazione finalizzata al rilassamento e sul più ampio concetto di grounding (radicamento) che consente di armonizzare il dialogo tra mente, corpo ed emozioni.
Obiettivi specifici degli incontri:

  • Entrare maggiormente in ascolto del proprio corpo e delle emozioni somatizzate
  • Migliorare la gestione dello stress e delle tensioni muscolari attraverso dei semplici esercizi a mediazione corporea sincronizzati con il respiro
  • Abituare Corpo, Mente e Cuore a dialogare tra loro, a ritrovarsi, ad ascoltarsi e a rispettarsi.
  • Donarsi uno spazio di ascolto e di esplorazione del proprio vissuto interiore
  • Allenarsi ad entrare in sintonia con la parte più autentica di se stessi, il vero Sé, i suoi bisogni ed i suoi desideri più reconditi.

Imparare a riscoprire quella forma di amor proprio che è alla base del piacere e del piacersi.


METODOLOGIA

Verranno proposti degli incontri mensili della durata di un’ora e mezza, in cui saranno esplorati e sperimentati i punti chiave del lavoro psicocorporeo, sulla base degli insegnamenti della Bioenergetica e della Mindfulness.

Ogni singolo incontro sarà caratterizzato da una breve parte introduttiva a cui farà seguito un lavoro pratico di esercizi a mediazione corporea.
E’ pertanto consigliato un abbigliamento comodo ed un paio di calzini antiscivolo, in quanto la pratica si svolgerà a piedi scalzi.


CALENDARIO

Gli incontri a cadenza mensile si svolgeranno dalle 19.30 alle 21.00 secondo il seguente calendario, presso il Centro Culturale SpazioPiù, in via del Santuario 156, Pescara.

  • Martedì 17 Marzo 2019
  • Martedì 21 Aprile 2019
  • Martedì 19 Maggio 2019
  • Martedì 9 Giugno 2019

COSTI

€ 15 ad incontro
Intero pacchetto: € 50


INFO E PRENOTAZIONI

Manuela Iannucci – Psicologa 389/0924157 (chiamate e messaggi what’s app)

iannuccimanuela@gmail.com

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#Psicologia #Cinema #Musica e #Letteratura – “Figli” il film

Figli è un film piacevole ma schietto, che parla di quel vissuto che tutte le più o meno giovani coppie della nostra contemporaneità si trovano a dover affrontare. Discorsi spesso tabù, perché vanno ad intaccare quell’immagine ideale da famiglia perfetta e felice che tutti sono abituati goffamente ad ostentare. Un film dove protagonista è il vissuto emotivo dei due genitori, magistralmente interpretati dalla Cortellesi e da Mastandrea, che confermano il loro talento e continuano a valorizzare il cinema italiano. Una coppia che fino a prima dell’arrivo del secondo figlio rispecchia quell’equilibrio da famiglia medio borghese che si dimena nelle incombenze della quotidianità riuscendo più o meno sempre a stare sul pezzo. Ma arriva poi il fatidico secondo figlio e tale equilibrio sembra perdersi. Lo stile interpretativo dei due attori riesce sempre a regalare un sorriso, non si cade mai (per fortuna) nel mood mucciniano di crisi di coppia che per disperazione si adagia in ripicche e tradimenti. Molto lucide e ben contestualizzate le riflessioni sull’eredità concettuale e valoriale delle generazioni precedenti, che perpetuano una sorta di cecità e di indifferenza nei confronti di tutti coloro che ora rappresentano la parte giovane di questo paese.
La lettura psicologica e socio-culturale di quella che ora è la mia generazione é molto attenta, i due protagonisti non hanno paura di mostrare le loro fragilità e le contraddizioni di questo nostro presente. Cercano per tutto il film di fare i conti con quella dimensione problematica che sembra mettere in subbuglio la loro intera esistenza, ma con consapevolezza, il ché vuol dire ammettere in primis di avere una difficoltà per poi provare ad andare avanti, per tentativi ed errori, fino ad arrivare ad un nuovo equilibrio. Lo stile del film è leggero, grazie soprattutto alla peculiarità dei due attori che rimangono per me tra i migliori del panorama contemporaneo del cinema italiano. La visione stimola comunque delle belle riflessioni, per chi è già genitore e riesce pertanto a rispecchiarsi maggiormente nella storia, ma anche per chi ancora guarda alla dimensione familiare con un po’ di timore, perché magari vorrebbe ma è completamente scoraggiato dalla precarietà del presente lavorativo.
Decisamente consigliato.

#Psicologia #Cinema #Musica e #Letteratura – “Beautiful Boy” il film

Beautiful boy è un film che ti tiene incollato allo schermo per tutta la sua durata, compresi i suoi titoli di coda con le ultime parole (autobiografiche?) del protagonista. È un film che parla di tossicodipendenza, che vuol dire impotenza dinanzi al devastante potere distruttivo delle droghe e di tutto ciò che l’abuso provoca.
Beautiful boy è un film che parla di dolore, di vuoto e di insoddisfazione. È un film in cui viene illustrato come a volte la fragilità degli animi più sensibili non trovando il giusto contenimento, sfoci nell’abuso di qualsiasi sostanza possa dare un’illusione di pienezza e compensazione.
Beautiful boy è la storia di una famiglia lacerata dal dolore e dal senso di colpa, di un padre che fino all’ultimo cerca in ogni modo di aiutare quel figlio che riesce sempre per troppo poco tempo a rimanere pulito. Verso la fine si parla del lutto nei confronti di chi nonostante sia ancora in vita è come se già non ci fosse più…ed è forse la parte più dolorosa, perché subentra la consapevolezza di essere giunti ad un punto di non ritorno e alla morte prima che della persona, della speranza.
Beautiful boy è un film che parla di autodistruzione, è un film che parla di una famiglia che nello straziante dolore cerca di capire, di correre in aiuto, di essere presente, di sopravvivere, nonostante tutto, fino alla fine…e di famiglie così ahimè non ce ne sono tante.
Beautiful boy è la storia di un padre e di un figlio che sembrano essere molto uniti e molto legati tra loro, ma l’apparenza troppo spesso inganna.
Beautiful boy è un film che ti fa ricordare di alcune storie e di alcune persone che nel tuo percorso sicuramente anche tu hai incontrato, perché la tossicodipendenza purtroppo è un fenomeno molto diffuso, nonostante spesso si voglia cercare di fare finta di niente.
Beautiful boy infine è anche un film con una colonna sonora pazzesca (ci sono tutti i miei artisti preferiti, sono di parte), è un film che parla al cuore e soprattutto è un film che ci mette in contatto con la parte di noi stessi più fragile ed umana, che spesso per paura mettiamo a tacere senza dargli troppa importanza.
Beautiful boy insomma è un film che non dimentichi e che tutti a mio avviso dovrebbero vedere prima o poi.
Io per il momento aspetto di leggere anche i due libri, scritti uno dal padre e uno dal figlio.

UN GRANDE CLASSICO: “INTELLIGENZA EMOTIVA” DI DANIEL GOLEMAN

L’autore nelle primissime pagine del suo libro in maniera provocatoria chiede: come mai un quoziente intellettivo altissimo non mette al riparo dai grandi fallimenti della vita, come ad esempio la crisi di un matrimonio? L’intento è quello di dimostrare, sin dalle primissime righe di quello che oramai è diventato un must have nella biblioteca personale di ogni professionista del mio settore, l’importanza delle componenti emotive anche nelle funzioni più razionali del pensiero. Il testo di Goleman quando lo acquistai anni fa, ancora fresca di un sapere accademico forse un po’ troppo sterile e decontestualizzato, fu per me a dir poco illuminante e divenne la base per tutti i miei futuri approfondimenti personali e professionali.


L’opera ed il nucleo concettuale del pensiero dell’autore vogliono essere la dimostrazione di come una buona strategia di 
problem solving sia un qualcosa di più di un alto punteggio nella misurazione del cosiddetto QI (Quoziente Intellettivo). L’Intelligenza Emotiva infatti è costituita da un insieme di fattori come l’autocontrollo, la perseveranza, l’empatia e l’attenzione agli altri, che hanno un ruolo altrettanto determinante nella risoluzione dei problemi. 

L’Intelligenza Emotiva è una capacità insita in ognuno di noi, che può essere sviluppata, perfezionata e trasmessa per migliorare il proprio rapporto con sé, con gli altri e con la realtà che viviamo ogni giorno.

Nella prefazione all’edizione italiana Goleman sottolinea la tendenza dei paesi europei ed industrializzati della società che spingono l’individuo ad una forma di autonomia e competitività sempre maggiore, a discapito delle forme di solidarietà e di collaborazione. Tutto ciò, sottolinea l’autore, non fa che aumentare il senso di isolamento che vive l’uomo contemporaneo e soprattutto il livello di deterioramento dell’integrazione sociale, in un momento storico in cui le pressioni economiche e sociali richiederebbero invece un aumento della cooperazione e dell’attenzione verso gli altri. In un clima di crisi sociale i segni del malessere emozionale purtroppo non si fanno attendere, sopratutto tra le fasce più vulnerabili della popolazione come ad esempio quella dei giovani e dei bambini.

I fatti di cronaca che quotidianamente ascoltiamo, troppo spesso in una condizione di assuefazione e di indifferenza, dimostrano in una forma totalmente amplificata l’incapacità emotiva, la disperazione e la non curanza che regnano nella nostra quotidianità.

Negli ultimi anni le neuroscienze sono riuscite a mostrare immagini del cervello in vivo e del funzionamento dei suoi centri emozionali che ci spingono alla rabbia, al pianto, a fare la guerra e a fare l’amore, producendo una serie di dati neurobiologici ancora non sufficientemente diffusi tra la comunità non scientifica. Mente e cuore hanno bisogno l’una dell’altro e le stesse neuroscienze dunque ci dimostrano l’importanza di prendere in considerazione le emozioni.

Ecco ora un’altra domanda molto semplice e diretta che l’autore pone al lettore per solleticare quella presa di coscienza da cui spesso si è troppo distanti: che cosa possiamo cambiare per aiutare i nostri figli a vivere meglio? Ricordiamo l’esempio iniziale in cui si sottolineava come spesso, persone con un elevato QI falliscono dinanzi alle sfide della vita e coloro con QI modesti riescono ad avere prestazioni sorprendentemente buone? Quali sono i fattori in gioco che determinano tutto ciò? Nuovamente la risposta può essere sinteticamente racchiusa nel concetto di Intelligenza Emotiva che comprende tra le altre cose l’autocontrollo, l’entusiasmo, la perseveranza e la capacità di automotivarsi.

La speranza dell’autore e di tutti coloro che sposano il suo pensiero è che i programmi di Alfabetizzazione Emotiva possano iniziare a prendere sempre più spazio all’interno dei contesti educativi: affianco alle materie tradizionali come la storia o la matematica sarebbe bello poter avere anche l’ora di empatia o l’insegnamento di capacità interpersonali essenziali!

BODYSCAN: ESERCIZIO DI RILASSAMENTO PSICOFISICO

Il file audio contiene un esercizio di rilassamento psicofisico guidato chiamato Bodyscan.
E’ un assaggio di quello che avviene in una sessione di lavoro psicocorporeo, in cui gli obiettivi principali sono:

• Diminuire il livello di stress psicofisico
• Sciogliere e rilassare le tensioni muscolari
• Favorire l’integrazione tra mente e corpo
• Allenare la propria capacità di sentire Sè stessi
• Imparare ad ascoltare i messaggi del corpo
• Aumentare il livello di vitalità e di energia dell’organismo

Per saperne di più provalo e non esitare a contattarmi!
http://manuelaiannucci.it/contatti/

L’uso dell’Arte nella Relazione d’Aiuto

Creatività: carattere saliente del comportamento umano, particolarmente evidente in alcuni individui capaci di riconoscere, tra pensieri e oggetti, nuove connessioni che portano a innovazioni e a cambiamenti” .

Questa definizione, che ritroviamo nell’Enciclopedia di Psicologia edita da Umberto Galimberti, porta insito in se’ il concetto di linguaggio alternativo offerto dalla creatività e dal mondo dell’arte più in generale.

In un’esperienza di arteterapia si genera una sorta di triangolazione tra
cliente, terapeuta ed oggetto artistico, che diventa quindi mediatore di relazione nella coppia. Il richiamo esplicito è all’oggetto transizionale di Winnicott: in arteterapia il soggetto trasferisce contenuti interiori come ricordi, sensazioni, desideri ed emozioni, attraverso il dipingere, il disegnare e il modellare, in un oggetto esteriore, che gli consentirà di creare un legame tra la vita interna psichica e quella esterna mediante la simbolizzazione. L’intento è sempre quello di rendere visibile l’invisibile.

“L’uso dell’arte nella relazione d’aiuto” è stato anche il titolo della mia tesi di laurea, a testimonianza del fatto che l’interesse per la comunicazione non verbale ed i linguaggi artistici, come valida alternativa alla parola,  è da sempre molto vivo in me.

In questi giorni sto leggendo l’ultimo testo di uno dei gruppi di lavoro sull’Arteterapia più attivi sul territorio nazionale, Artelieu, che ha sede a pochi chilometri dalla mia abitazione, in provincia di Pescara. Condivido qui un estratto del libro, che bene illustra come, all’interno di un relazione d’aiuto, l’ausilio del linguaggio artistico possa accelerare e potenziare il livello comunicativo.

La prerogativa dell’arteterapia, come abbiamo più volte ribadito, e come anche altre scuole di pensiero condividono, consiste nel potere di rappresentare l’irrappresentabile, di poter dire altrimenti ciò che la parola non raggiunge, ossia di trovare forme inedite all’informe, attraverso la creazione di nuove forme simboliche, che aiutano, così come avviene nella decodifica dei sogni, a interpretare gli indizi che fanno emergere in superficie quanto uscirebbe per la via dei sintomi o rimarrebbe sotto forma di rimosso, non proprio in modo indolore, nell’inconscio. Il fatto che l’arte faciliti l’espressione del profondo lo constatiamo in tutta evidenza negli artisti: sembra che abbiano una sorta di capacità di avvertire in forte anticipo sugli altri cose che solo dopo qualche tempo gli altri comprendono. Non sappiamo se questo fenomeno sia dovuto al fatto di tirar fuori delle cose dietro la maschera del prodotto artistico o per la speciale sensibilità di cui sono notoriamente dotati gli artisti. Fatto sta che fare arte implica ascoltarsi dal dentro e, dunque, sentire in anticipo che aria tira. I pazienti non sono artisti, ma durante il processo di arteterapia, avvalendosi di materiali e strumenti artistici, riescono prima che a raccontare con la parola, a “sentire” dentro di sé sensazioni non organizzate e poi a esprimerle con i gesti e con il corpo, infine a chiarire l’emozione con i gesti artistici.
(da “Il corpo e le sue gest-azioni: L’arteterapia psicodinamica al tempo delle neuroscienze” di Laura Grignoli) Inizia a leggere: http://amzn.eu/2sSNQGt

Come psicologa dunque, cosa propongo?
Sessioni di lavoro sulle emozioni attraverso l’arte ed i suoi linguaggi, in un setting individuale o in piccolo gruppo.
Contattami per prenotare il tuo primo incontro!

LA DONNA IL CORAGGIO E LA BELLEZZA – 8 MARZO 2019

Come spesso accade lascio la parola al prodotto artistico di chi sapientemente, con passione, con maestria e con amore, ha dato voce alle proprie emozioni.

“Perché non ho saliva, perché non ho robaccia, perché non ho la polvere, perché non ho quello che c’è nell’aria, perché io sono aria.
Lasciate che vi tenti col mio magico potere….
 
Sono un donna che Grida
Sono una donna di Discorso
Sono una donna Non so niente
Sono una donna So tutto
Sono una donna a Giornata
Sono una donna Sole
Sono una donna Tardo pomeriggio
Sono una donna Luce d’argento
Sono una donna Luce d’ambra
Sono una donna Luce Smeraldo
Sono una donna Abbandonata
Sono una donna Confusa
Una donna Latitante
Una donna Assente
Una donna Trasparente
Una donna Assenzio
Una donna Tiranneggiata
Una donna Sventrata
Sono una donna con le Ferite
Sono una donna Seducente
Sono una donna che Parla in fretta
Sono una donna Vagabondo
Sono una donna Che sfida
Sono una donna Impazzita
Sono una donna Annientata
Una donna Detonante
Una donna Demone
Sono una donna Embrione
Sono una donna Paradiso
Sono un donna Solo
Sono un donna Farfalla
Sono un donna Giustizia.
 
Io so come urlare io so come cantare.
Sono la donna che parla in fretta.
Io so come urlare io so come cantare.
Sono la donna che parla in fretta.
 
Sono la donna Luna
Sono la donna Giorno
Sono la donna Bambola
Sono la donna Rock
La signora nel Lago
La signora nella Sabbia
Sono una donna Strega
Sono un donna Mendicante
Una donna Tenebra
Una donna Ombra
Una donna che Canta
Una donna che Dorme
Una donna Musica
Una donna Mistica
Una donna Cactus
Sono una donna Terribile
Sono una donna Impaziente
Sono una donna Bambina e piangerò
Sono una donna Senza fiato
Sono una donna Tagliata
Una donna Cucita
Sono una donna Infibulata
l’Artista che sogna dentro la sua casa
Sono una donna Criminale
Sono una donna Dissonante
Sono una donna Anarchica
Sono una donna Budda
Una donna Senza casa
Una donna Dimenticata
Una donna Divisa
Una donna che Balla nella sua casa
Sono una donna Contesa
Sono una donna Irrisolta
Che studia
Che scrive
Che chiama
Sono una donna Vendetta
Sono una donna Inventiva
Sono una donna Invettiva.
 
Io so come urlare io so come cantare.
Sono la donna che parla in fretta.
Io so come urlare io so come cantare.
Sono la donna che parla in fretta.
 
Sono una donna Angelo
Sono una donna Diavolo
Sono una donna Impoverita
Una donna con bambino
Una donna Ermafrodite
Sono una donna dai Piedi grandi
Sono una donna dal Cuore grande
Sono una donna con il Passaporto
Sono una donna Immigrante
Sono una donna Col peso sulle spalle
Sono una donna Vecchia
Sono una donna Principessa
Sono una donna Serpente
Sono una donna Sensibile
Sono una donna Senza sensi
Sono una donna Ambigua
Una donna Tecnologica
Una donna Magica
Sono una donna Ermetica
Una donna Zingara
Sono una donna Percussione
Sono una donna Ieratica
Sono una donna Vesuviana
Sono una donna Temeraria
 
Sono una donna Barracuda
Una donna Bellicosa
Una donna Caritatevole
Sono una Assassina sola
e sono seduta nella mia cella
Sono una donna Infiammata pronta a bruciare
Sono la Notoria Infedele
Una donna Infetta
Una donna nella sua casa
 
Sono un donna Innamorata.
Io so come urlare io so come cantare.
Sono la donna che parla in fretta.
Io so come urlare io so come cantare
Io so come urlare io so come cantare
Io so come urlare io so come cantare
Io so come urlare io so come cantare
Io so come urlare io so come cantare
Io so come urlare io so come cantare
Io so come urlare io so come cantare
Io so come Godere”
❤️
Marina Rei – La Donna che Parla in Fretta

 

CLASSI DI ESERCIZI DI BIOENERGETICA

Le Classi di Esercizi di Bioenergetica sono uno strumento di prevenzione e di promozione del benessere ideato negli anni ’50 da Alexander Lowen, medico e psicoanalista fondatore dell’Analisi Bioenergetica.
Protagonista è il Corpo, mezzo di espressione per eccellenza del proprio benessere psicofisico.
Nella classe di esercizi di bioenergetica si lavora in gruppo attraverso dei movimenti corporei sincronizzati con il respiro, che hanno lo scopo di scaricare le tensioni, favorire l’espressività ed il normale fluire delle emozioni troppo spesso trattenute. Lo scopo principale è quello di aumentare il livello di benessere e di vitalità del nostro organismo.
Gli studi di Lowen e di Reich (suo maestro e a sua volta allievo di Freud) hanno dimostrato che i blocchi energetici che si sono strutturati nel nostro corpo sotto forma di tensioni muscolari croniche, corrispondono a dei meccanismi di difesa che non consentono l’affiorare delle emozioni, andando così a limitare la conoscenza di sè e la propria libertà d’azione.
Quando nel corpo si somatizzano rigidità e tensioni croniche il livello di energia e di vitalità dell’organismo diminuisce: diventa dunque necessario e prioritario alleggerire tali tensioni, prendendo coscienza delle proprie emozioni trattenute, imparando a rilasciarle o se necessario a padroneggiarle.
Le Classi di Esercizi di Bioenergetica sono una pratica semplice ed armoniosa che consente di prevenire stress ed ansia, aumentare lo stato di vitalità corporea, promuovere uno stato di benessere globale, agevolare ed approfondire la respirazione, sciogliere le tensioni e le contratture muscolari, radicarsi saldamente nelle proprie gambe e riuscire così a trovare un equilibrio tra mente, corpo ed emozioni.
“NOI SIAMO IL NOSTRO CORPO, PIÙ SIAMO IN CONTATTO CON QUESTO PIÙ SIAMO IN CONTATTO CON NOI STESSI”
Alexander Lowen

 

#Psicologia Cinema Musica e Letteratura – Gli Sdraiati

Gli Sdraiati di Michele Serra  parla con ironia e profonda sensibilità dell’incomunicabilità tra un padre ed un figlio adolescente. Due mondi paralleli, che non riescono ad incontrarsi perchè caratterizzati da abitudini di pensiero e di comportamento contrastanti. Una passeggiata in montagna come metafora del percorso di vita, con tutte le sue difficoltà ed i suoi ostacoli, le paure di un genitore ed il processo di consapevolezza e di fiducia, sono gli elementi che rendono questo romanzo una storia di crescita personale in cui ritrovare parti di sè e la serenità del naturale scorrere del tempo.

COME STAI? VUOI PROVARE A DIRLO CON UNA CANZONE?

La Songtherapy, un approccio ideato dal Dott. Romeo Lippi,  Lo Psicologo del Rock , utilizza le canzoni come strumento di relazione e di contatto emotivo con se stessi e con l’altro.
Da psicologa e da grande appassionata di musica quale sono non ho potuto resistere alla tentazione di approfondire l’argomento, seguire i suoi numerosi input ed infine fare un primo livello di formazione in questo campo.
Le potenzialità sono notevoli, il linguaggio della musica come delle varie forme d’arte più in generale offre tantissimi spunti per il lavoro su se stessi e su quegli aspetti della propria vita, che spesso si evita di affrontare con le parole.
In questo senso un iniziale aggancio ad una tematica “scomoda” attraverso il messaggio veicolato da una canzone o dall’emozione che essa suscita in chi l’ascolta, facilita ed arricchisce notevolmente la relazione terapeutica e conseguentemente gli sviluppi del lavoro di crescita insito in essa, provare per credere! Ogni momento della nostra vita può essere accompagnato dalla giusta colonna sonora, lo sa bene chi non concepisce giornata priva di musica; imparare a leggere il proprio stato d’animo e le proprie emozioni più nascoste o camuffate, attraverso l’ascolto dei brani musicali che più ci piacciono, portandoli in terapia per lavorarci su, alleggerisce di molto il carico emotivo che spesso ostacola la nostra sensazione di benessere. Un percorso di crescita personale, arricchito con il metodo della Songtherapy e con i linguaggi alternativi del mondo delle arti, può essere uno strumento potentissimo da aggiungere al proprio bagaglio di competenze per viaggiare leggeri, nel nostro cammino chiamato vita.
E tu? Come stai? Vuoi provare a dirlo con una canzone?